Roma, 24 e 25 gennaio 2026: nasce il Partito Comunista di Unità Popolare

 

 

 

Per l’unità dei comunisti, dei lavoratori e del popolo!

 

di Fosco Giannini

 

Il Partito è un uragano denso

di voci flebili e sottili

e anche alle sue raffiche

crollano i fortilizi del nemico

La sciagura è sull’uomo solitario

La sciagura è nell’uomo quando è solo.

 

Majakovskij, 1913.

 

 

Dopo tutti questi lunghi anni di duro lavoro che il Movimento per la Rinascita Comunista, Resistenza Popolare e altre centinaia di compagne e compagni, quadri operai ed intellettuali senza organizzazione hanno portato avanti per unire, unire e unire i comunisti di ogni parte d’Italia – da Torino a Lampedusa, da Milano a Firenze, da Ancona a Reggio Calabria, da tutto il nord al sud d’Italia – e per costruire il partito comunista, questi versi di Majakovskij ci sembrano ora, d’improvviso, mentre ci accingiamo al Congresso fondativo del Partito Comunista di Unità Popolare del 24 e 25 gennaio a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, questi versi ci sembrano parlare chiaramente di noi, del nostro lavoro, del nostro progetto: il partito è un uragano, e noi vogliamo che lo sia; non vogliamo che sia quel soffio malaticcio e torbido tante, troppe volte, salito dalle infinite, frustranti guerre e scaramucce elettoralistiche, ma che sia un uragano di lotte, di stretta vicinanza con la classe operaia, con le lavoratrici e i lavoratori, un uragano denso di voci flebili e sottili che vogliamo raccogliere e organizzare nei paesi, nelle città, nei quartieri, nelle periferie metropolitane.

 

Ed ora che siamo giunti a costruire il Partito Comunista di Unità Popolare, dopo tutto il nostro lavoro, ci accorgiamo di quanto siano nostre anche le altre parole di Majakovskij: La sciagura è sull’uomo solitario/La sciagura è nell’uomo quando è solo.

 

Perché infatti, sì, è dalla sciagura della solitudine dei comunisti italiani, è dalla loro drammatica disunità, è dalla loro continua divisione e polverizzazione in mille rivoli che noi vogliamo uscire, proponendo, con il nostro Partito, un progetto totalmente unitario, che a partire dagli immediati incontri senza superbia dei diversi gruppi dirigenti comunisti si possa giungere all’azione e alla lotta comune e, attraverso tale lotta comune, si possa cogliere l’obiettivo di unire i militanti, i gruppi dirigenti territoriali e nazionali dell’intero movimento comunista.

 

Potrebbero dirci, e in questi giorni qualcuno lo ha scritto: “per unire dovevate costruire un nuovo partito comunista?”. Sì, dovevamo farlo, poiché in questa fase di guerra imperialista alle porte, di dittatura iperliberista dell’Ue, di attacco violento contro i salari e i diritti, contro la democrazia e la Giustizia, non emerge da nessuna parte – nonostante il grande valore dei militanti e dei gruppi dirigenti territoriali e nazionali delle varie forze comuniste- una proposta organica, attiva e sincera di unità dei comunisti, di un’unità d’azione e di lotta dei comunisti.

 

Un fatto ci ha molto colpiti, negativamente, un fatto che si erge a simbolo concreto di quanto pensiamo: in questi anni di crisi russo-ucraina, in questa fase dell’“Operazione Speciale” russa, nessun gruppo dirigente comunista, nessun partito od organizzazione comunista ha lanciato l’idea di una -almeno una! – manifestazione unitaria delle forze comuniste, allargata alle forze antimperialiste, riempendo la piazza di tutte le bandiere rosse con la falce e il martello e con l’unica parola d’ordine “no alle armi all’Ucraina!”.

 

Ma questa unità comunista varrebbe anche per la lotta contro le politiche di guerra e antioperaie dell’Ue, per rialzare i miseri salari operai e gli stipendi dei lavoratori, contro la precarizzazione dilagante del lavoro, specie giovanile, per il ritorno della scala mobile e dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, per la difesa ed il rilancio della Sanità pubblica, in difesa della scuola pubblica e in difesa della Costituzione nata dalla Resistenza, che il governo Meloni sta stravolgendo, senza vera opposizione, in senso antidemocratico, autoritario e repressivo.

 

Dopo il 25 gennaio 2026, dopo il nostro Congresso, dopo l’elezione dei nostri gruppi dirigenti e prima ancora di portare le nostre bandiere nelle piazze, la prima cosa che faremo sarà proprio questa: incontrare (voler incontrare!) i gruppi dirigenti delle forze comuniste per proporre loro, immediatamente, un piano unitario d’azione e di lotta per costruire sul campo – senza arroganze, senza tentativi egemonici, senza settarismi reciproci – l’unità dei comunisti.

 

Peraltro, a tal fine, invitiamo sin da ora tutte le forze comuniste a portare il loro saluto al nostro Congresso, e ne saremmo onorati! Il punto è che se i compagni e le compagne delle diverse organizzazioni comuniste italiane si ritrovassero assieme di fronte alla base statunitense di Camp Darby, o a Sigonella, o di fronte alla Whirlpool che gli Usa hanno acquistato/rubato alla Merloni per poi venderla alla Beko turca, favorendo migliaia di licenziamenti operai e destrutturando l’industria italiana, queste compagne e compagni di diverse organizzazioni comuniste, di fronte all’esercito nordamericano d’invasione e di fronte alla Beko, non troverebbero tra loro differenze, sarebbero immediatamente uniti dagli stessi ideali di lotta, dalla loro comune cultura comunista e, infine, non capirebbero più i motivi della loro disunità, della loro separatezza politica e organizzativa.

 

Noi siamo certi che le comuniste e i comunisti italiani, oggi tanto divisi, sia quelli che militano nei partiti che gli altri che formano, nelle fabbriche, nelle università, la grande diaspora comunista esterna ad ogni organizzazione (20mila? 50mila? 100mila?) vogliono l’unità e non vorrebbero più militare in piccole e diverse organizzazioni, ma in un unico, più grande ed unito partito comunista!

Noi nasciamo per questo, il Partito Comunista di Unità Popolare nasce per questo: unire i comunisti e trasformare questa unità nel cuore pulsante di un più vasto fronte di popolo e di massa per l’uscita dell’Italia dalla Nato e dall’Ue e per avviare, nella conseguente lotta antimperialista e anticapitalista, un processo di trasformazione sociale verso il socialismo! Il mondo nuovo segnato dalla potenza dei BRICS e dal nuovo e vasto fronte antimperialista mondiale in progress, peraltro, legittima già storicamente nuove vie di lotta e rivoluzionarie nei paesi dell’occidente capitalista.

 

Siamo usciti, nei social, in Rete, solo da lunedì 15 dicembre, per “raccontarci”, per rendere pubblica la nostra scelta di costituire il Partito Comunista di Unità Popolare (PCUP) e in un solo giorno abbiamo registrato circa 100mila visualizzazioni, tanti compagni e compagne, lavoratori, giovani e donne hanno chiesto ulteriori informazioni e in diversi hanno già chiesto la tessera del nostro PCUP!

 

Siamo certi che questa grande attenzione verso di noi, che sta crescendo di ora in ora, trovi le proprie basi materiali proprio sulla nostra proposta unitaria. Qualcuno ha anche scritto che staremmo sbagliando poiché in Italia vi sarebbero già “altri 18 partiti comunisti”. Vorremmo rispettosamente chiedere al compagno che ha scritto queste parole se lui li vede, questi 18 partiti comunisti, di fronte alle basi NATO e di fronte alle fabbriche. E se, soprattutto, oggi vede, da qualche parte, una spinta sincera all’unità dei comunisti. Ecco: noi per questo costruiamo il Partito Comunista di Unità Popolare: per unire, unire, unire!